Il film “ Theeye” girato nel 2008 con protagonista Jessica Alba è un remake hollywoodiano della omonima pellicola filmata fra Hong Kong e la Thailandia , coproduzione cinematografica tra Cina, Hong Kong e Singapore. I fratelli Pang, registi del film orientale, hanno dichiarato che l’ispirazione per il film l’hanno trovata nella notizia del suicidio di una sedicenne, che aveva appeno ricevuto un trapianto di cornea. Il remake hollywoodiano ricalca le orme della pellicola “madre” discostandosene nel finale. Infatti il film narra la storia di questa meravigliosa violinista cieca , che torna a vedere grazie al trapianto di cornea reso possibile dalla morte di un misterioso donatore. La musicista , qualche tempo dopo l’intervento, inizia a “vedere” una realtà parallela : abitata da spiriti e presenze inquietanti. In seguito a queste visioni la musicista si intestardisce nel volere conoscere l’identità del donatore perchè pensa che queste esperienze soprannaturali sono direttamente collegate alla vita passata di questo misterioso individuo. Il film si dipana tra contatti e rapporti con il mondo dei morti fino a quando non viene risolto l’enigma che circonda il passato del donatore di cornea. Il film hollywoodiano presenta scene di discreto pathos ma ha un unico punto di forza : la bellezza imbarazzante di Jessica Alba, che pare ipnotizzare lo spettatore , non facendogli distogliere gli “occhi” dallo schermo. Per il resto lo sviluppo della sceneggiatura e le scene che la descrivono sono abbastanza prevedibili e per tale motivo non suscitano l’orrore che dovrebbe caratterizzare una pellicola di tale genere. Questo è un film per chi vuole dedicare del tempo all’assenza totale di pensiero e per coloro i quali non hanno abbastanza coraggio da spendere per la visione di una pellicola realmente impressionante.
Regia: David Moreau ,Xavier Palud Sceneggiatura: Sebastian Gutierrez Fotografia: Jeff Jur Musiche: Marco Beltrami Montaggio: Patrick Lussier
Anno: 2008 Nazione: Stati Uniti d’America Distribuzione: Mediafilm Durata: 97′ Data uscita in Italia: 04 aprile 2008 Genere: horror
Cast :
Sydney Wells Jessica Alba Simon McCullough Rade Serbedzija Helen Wells Parker Posey Dr. Paul Faulkner Alessandro Nivola
Ogni vita ha un decorso specifico e costante : si nasce, si cresce e si muore. Questo percorso appartiene a tutto ciò che può considerarsi organico, dall’ essere umano al pianeta stesso che ci ospita in tutta la sua grandiosa magnanimità. Idealmente ed egoisticamente ci si considera gli unici in grado di soffrire in realtà la sofferenza può essere anche intesa come una “restrizione”della natura a poche ed isolate aree, anch’esse sequestrate dalla mano dell’uomo. Into the wild è un film-metafora che racconta prima di tutto il rapporto tra uomo e natura, dividendo la vita in varie fasi che sembrano includere anche la terra. L’infanzia : quando nel mondo tutto era selvaggio, verde ed incontrastato, l’adolescenza durante la quale esisteva il divertimento ma anche le prime azioni dell’uomo sulla natura ed infine la vecchiaia il vuoto , la sparizione degli equilibri interni che regolavano flora e fauna per intervento dei nostri confratelli umani. E in questo spettacolo di crescita e conseguente depauperamento delle risorse naturali, Sean Penn inserisce la storia vera di un ragazzo idealista fin dentro al midollo che per fuggire ai problemi familiari inizia un viaggio non solo spaziale ma anche temporale all’interno del mondo, proprio dentro le sue viscere più profonde. Egli attraversa queste fasi in tre intensi e selvaggi anni ( tre come le fasi della vita ) dai quali non ne uscirà indenne. La sua vita però sarà di monito verso coloro i quali vogliono possedere, non rendendosi conto che niente ci appartiene veramente e che siamo tutti figli di nessuno. La scena della laurea del ragazzo al college e successivo pranzo familiare, ci danno un chiaro esempio di quanto stiamo affermando. I genitori ,per premiare il loro figliolo, decidono di regalargli una macchina nuova ma il ragazzo sbotta affermando di non aver più bisogno di cose e continua a ripetere, come se fosse ipnotizzato, la parola “cosa” quasi a voler bene imprimere nella sua testa l”inutilità del possedere perchè come abbiamo avuto modo di capire ciò che ha un inizio consegue anche della relativa fine e l’unica cosa che ci appartiene veramente è la nostra vita che dobbiamo cercare di trascorrere nel modo migliore talmente bene almeno da poter affermare “ siamo stati felici “.Buona visione , il viaggio sarà duro e non privo di ostacoli ma non sarete soli, avrete finalmente al vostro fianco voi stessi e non l’ombra di quello che si pensa di essere.
Titolo originale: Into the Wild Nazione: U.S.A. Anno: 2007 Genere: Avventura, Drammatico Durata: 148′ Regia: Sean Penn
Cast: Emile Hirsch, Vince Vaughn, Hal Holbrook, Kristen Stewart, William Hurt, Marcia Gay Harden Produzione: Paramount Vantage, River Road Films, Art Linson Productions, Into the Wild, River Road Entertainment Distribuzione: BIM Data di uscita: Roma 2007
25 Gennaio 2008 (cinema)
Nominations Oscar 2008
Il film racconta la storia vera di un tetraplegico che rivendica il suo diritto di morire dignitosamente. Chi decide di uccidersi non viene processato dopo tale scelta , coloro i quali sono impossibilitati nell’azione per deficit fisici, invece sono privati non solo fisicamente della propria libertà dalla terribile malattia che si abbatte ferocemente sul loro corpo ma sono anche scippati dal diritto di pensiero. I suicidi pensano e agiscono perchè , forse , sono individui “normali”, i malati, ( in questo caso specifico i tetraplegici ) non essendo persone sane, vengono anche considerate incapaci di decidere intelligentemente di quello che è il loro futuro, come se lo Stato dovesse badare a delle persone incapaci di intendere e di volere, dimenticandosi di proposito che un deficit fisico non è quasi mai accompagnato da carenza di pensiero. La pellicola è meravigliosa, la musica, in modo particolare, accompagna il racconto in maniera straordinaria, mettendo a volte i brividi. Il mare dentro, la libertà di scegliere per la propria vita grazie all’ausilio di mani amiche, questa è una prigionia fisica che ingabbia il pensiero. Potere volare nonostante tutto, sentirsi liberi anche non essendolo praticamente, ecco quello che il film insegna, non perdere la capacità di amare se stessi nonostante questo sentimento possa arrivare a raggiungere limiti estremi – solo chi mi amerà veramente deciderà di aiutarmi a morire – queste sono le parole del protagonista del film, queste sono le parole che dovremmo ricordare quando rivolgiamo a qualcun altro questi due semplici termini “ ti amo e mi amo “ ma fino a che punto?…Il film è semplicemente un capolavoro.
Titolo originale: Mare adentro Nazione: Spagna Anno: 2004 Genere: Drammatico Durata: 125′ Regia: Alejandro Amenábar Cast: Javier Bardem, Belen Rueda, Lola Dueñas, Mabel Rivera Produzione: Sogecine Sogepaq Distribuzione: Lucky Red Data di uscita: Venezia 2004
04 Settembre 2004 (cinema)
Quando ci capita di leggere il titolo di un libro o di un film, spesse volte non c’è ne rendiamo conto, ma esiste in quelle scarne parole tutto il senso e il significato riassunto dell’opera che ci accingiamo ad analizzare e il titolo di questo film rientra perfettamente nella categoria. La pellicola è stata diretta da Woody Allen , ma a parte una frase pronunciata durante il pranzo di famiglia, non si trova nel film la brillantezza e il legame stretto che univa l’attore-regista ai fratelli Marx ( in particolar modo a Groucho) nei lavori precedenti. La frase incriminata viene recitata dal padre dei due figli , protagonisti del film alla notizia che essi avevano comprato una barca nonostante le loro condizioni economiche non fiorenti , il genitore, disincantato dalla vita subito dopo aver appreso del grande acquisto sorridendo a mezza bocca afferma – insomma vi siete comprati il mal di testa di qualcun altro!! - A parte questa battuta di spirito tipica del regista , il film scorre come un fiume non oltrepassando mai gli argini. La storia è semplice e si basa sulla vita di una famiglia modesta in una Londra moderna. I due fratelli hanno i loro problemi , uno col gioco , l’altro con la sua incapacità di concretizzare le sue ambizioni economiche. La vita prosegue fin a quando il classico zio ricco che lavora in giro per il mondo torna dalla famiglia e dopo un pranzo con i parenti, confessa privatamente ai suoi nipoti i suoi problemi e chiede per la prima volta aiuto , in cambio presterà loro soldi che serviranno ai due fratelli per adempiere i debiti di gioco e per investimento in alberghi nella lontana California. Essi dovranno semplicemente uccidere un uomo, che vuole rovinare il loro” amato zio”.I due fratelli prenderanno la loro decisione sofferta e affronteranno le relative conseguenze. Woody Allen ci ha abituati a prodotti di maggior pregio e soprattutto manca la sua tipica ironia scanzonata. Per gli appassionati del regista questa pellicola è altamente sconsigliata.
Titolo originale: Cassandra’s Dream Nazione: U.S.A., Gran Bretagna Anno: 2007 Genere: Drammatico, Crimine Durata: 108′ Regia: Woody Allen
Cast: Ewan McGregor, Colin Farrell, Hayley Atwell, Tom Wilkinson, Sally Hawkins, Tamzin Outhwaite, Mark Umbers, Phil Davis, John Benfield Produzione: IBERVILLE Distribuzione: Filmauro Data di uscita: Venezia 2007
01 Febbraio 2008 (cinema)
Le parole stanno alla letteratura così come le immagini al cinema. Le prime fingono un mondo che vive nascosto nella nostra mente, le seconde cercano di riprodurre il reale attraverso i nostri filtri oculari. In entrambi i casi la realtà è il soggetto predestinato, ma esiste un confine,quasi rasente l’orizzonte, oltrepassato il quale, il reale diviene tutt’uno con il sogno. Angel è questo, è la mano che racconta se stessa e il mondo che la circonda , un mondo plasmato a uso e consumo delle proprie idee, che la rendono orba , cieca ma misteriosamente leggera ed affascinante. La pellicola narra la vita di questa intrigante scrittrice, che ha reso la sua esistenza, il capolavoro che tutti bramano di comporre, il sogno che tutti anelano. Non sono i suoi scritti a dover meritare il consenso popolare, ma la perfezione con cui ha saputo tessere i fili della propria presenza scenica nel mondo. Il film è adorabile, divertente, irriverente e la protagonista femminile possiede uno charme tipico della più genuina Rossella O’Hara , con quel tocco di civetteria e “maleducazione” naturale che la rendono unica, magnifica ,in due parole :” semplicemente femminile”. Per gli amanti del genere Angel è un film, un “momento”cinematografico da dedicare ai propri sogni, una circostanza mentale in cui li si deve desiderare talmente tanto da renderli reali. Non importa la natura del desiderio, l’importante è crederci talmente tanto da non riuscire poi a distinguere la differenza tra la realtà e quello che abbiamo desiderato intensamente. Si rischia una certa confusione ed è allora che ciascuno di voi dovrà porsi la seguente domanda : “ ne vale realmente le pena? “ la risposta la conoscete solamente voi ed è da quella replica personale che dipende tutto il vostro futuro. Il film merita di essere visto,almeno solo per le considerazioni che è riuscito ad estrapolare da neuroni disabituati a sperare. Vi auguro una gradevole e ( sorrisino ) ricca buona visione.
Titolo Originale: ANGEL Regia: François Ozon Interpreti: Romola Garai, Lucy Russell, Michael Fassbender, Sam Neill, Charlotte Rampling Durata: h 1.58 Nazionalità: GB, Belgio, Francia 2007 Genere: drammatico Al cinema nell’Ottobre 2007
“In qualsiasi relazione che si instaura tra due esseri umani c’è chi vince e c’è chi perde”. Questa frase è la pietra miliare su cui si basa tutta le pellicola. È la sentenza pronunciata dalla coprotagonista qualche minuto prima del classico “the end”, prima,cioè, di chiudere la porta in faccia alla stramba serata trascorsa in compagnia del giornalista snob. Il film , come suggerisce lo stesso titolo, è incentrato tutto su un intervista che un giornalista di stampo politico è costretto a svolgere nei confronti di una famosa “attricetta” . Egli non è molto felice di questo incarico perchè si sente declassato rispetto alle notizie che fino a quel momento ha trattato e ,dal suo canto, la reginetta di popolarità si sente offesa per l’indifferenza che l’uomo manifesta ai suoi danni. Questa è la scintilla ,che causa l’incendio che divampa selvaggio e divertente. Il film prosegue narrando la lotta tra i due personaggi , sconosciuti fino a quel momento, e per tale motivo molto restii a fidarsi l’uno dell’altro. Non mancano quindi i colpi bassi ma, nonostante ciò, sono comunque presenti attimi di sincera e commovente confidenza tra i due. La pellicola è brillante, intelligente, e strappa di tanto in tanto sorrisi, abbozzati, di amarezza. È come guardare un film in bianco e nero, intendendo i colori come una rappresentazione grafica , una netta demarcazione tintoriale tra due universi a confronto e in scontro. Un momento di cinema intelligente e mai noioso. Tutto scorre come l’acqua, anche la certezza finale che, cinicamente, la relazione con un altro essere umano serve a ribadire a noi stessi quanto possiamo “essere” , sembra scivolarci dalle mani. Un film assolutamente da non perdere.
Regia: Steve Buscemi Sceneggiatura: Steve Buscemi, David Schechter, Theodor Holman Attori: Sienna Miller, Steve Buscemi Produzione: Cinemavault Releasing International, Column Productions, Ironworks Productions, Kiss the Cactus Distribuzione: Fandango Paese: USA 2007 Uscita Cinema: 11/04/2008 Genere: Drammatico Durata: 84 Min
Dopo la visione di questo film, la prima immagine che prende forma nella nostra mente è quella di una sala operatoria, pulita, asettica, luminosa ma in maniera sinistra. Il paziente di turno non è un essere umano ma sono i “suoi” sentimenti quelli che verranno vivisezionati. La storia è improntata su varie vicissitudini familiari, ma il perno di tutta la pellicola è il rapporto viscerale che esiste tra i due fratelli. Per risolvere la loro vita , essi hanno bisogno di soldi “veloci ed indolori” e decidono di cimentarsi in una rapina ai danni di una gioielleria a conduzione familiare, peccato però che la famiglia che gestisce quel piccolo negozietto di periferia sia la loro .Il furto non sortisce l’effetto desiderato, tutto va storto e da lì in poi inizia una discesa negli inferi senza ritorno per i due novelli delinquenti. Quello che stupisce della pellicola è la ricostruzione spazio-temporale. Essa ci fornisce continuamente scene di deja-vù , ma tutto viene raccontato e fotografato ogni volta in maniera diversa, donandoci innumerevoli punti di vista. Ciò rende la descrizione scientifica, distaccata, quasi come se la telecamera si trovasse in quel luogo ed in quel momento per sbaglio. Tutto il film sembra “rubato” all’intimità di una famiglia , dove i panni sporchi diventano argomento di chiacchiericcio collettivo. Non c’è trasporto nemmeno nel dramma e sconvolge non tanto l’assenza di coinvolgimento quanto l’abilità chirurgica del regista , la freddezza d’intenti, la narrazione di una vicenda in quanto tale. Il film è un miracolo di pulizia sentimentalistica, è un opera d’arte di stampo giornalistico, ma questo pregio che rende il film un piccolo gioiello è anche il punto debole della pellicola. Senza il coinvolgimento dello spettatore, si rischia di annoiare , la sfida è aperta. Chi l’avrà vinta? In attesa di una vostra risposta, vi auguriamo buona visione.
Titolo originale: Before the devil knows you’re dead Nazione: U.S.A. Anno: 2007 Genere: Crimine, Drammatico, Thriller Durata: 120′ Regia: Sidney Lumet Sito ufficiale: www.7h58cesamedila-lefilm.com
Cast: Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Amy Ryan, Rosemary Harris, Alex Emanuel, Jack Fitz, Guy A. Fortt, Edwin Freeman, Natalie Gold, Sakina Jaffrey, Sarah Livingston Produzione: Linsefilm, Unity Productions Distribuzione: Medusa Data di uscita: Roma 2007
14 Marzo 2008 (cinema)
Questo film profuma di polvere abbandonata su pile di vecchi documenti di casi irrisolti . Una persiana cade obliqua al di fuori la finestra e un filo di luce penetra nella stanza disordinata, illuminando le particelle minuscole di pulviscolo sempre in movimento. Uno scheletro giace inerme sulla poltrona consunta dal tempo : il defunto detective. In questo film la mitica figura dell’investigatore privato è recitata in maniera poco credibile da Casey Affleck mentre Morgan Freeman risulta sempre impeccabile ,anche “ travestito” da sbirro corrotto dal lavoro e da certezze derivanti da anni e anni di esperienza sul campo tra papponi, pedofili e spacciatori. Protagonista involontario di tutta la pellicola è il rapimento di una piccola ed adorabile bambina. Sono trascorse circa 70 ore dal ratto dell’innocente creatura, quando la famiglia decide di chiedere l’aiuto anche di due poliziotti privati. L’ indagine prosegue , il caso sembra aver raggiunto una svolta importante quando interviene un terribile incidente che coinvolge il piccolo angelo. Il film prosegue , il detective assume col passare dei minuti sfumature sempre più da giustiziere solitario con un elevata morale che arriva fin quasi a dare sui nervi, talmente si discosta da quanto di più umano risiede in qualsiasi persona vivente. La pellicola è sufficientemente accettabile per trascorrere due ore senza strani pensieri e successivi strascichi dovuti al considerazioni post-visive. E’ consigliabile per gli amanti del genere , anche se la sceneggiatura è a tratti prevedibile ma questa peculiarità sembra essere tamponata, in alcuni momenti, dalla spontanea antipatia che il detective suscita . Non è un capolavoro del genere ma nemmeno qualcosa da cestinare senza averci prima dato una distratta sbirciatina.
Titolo originale: Gone, Baby, Gone Nazione: U.S.A. Anno: 2006 Genere: Drammatico, Poliziesco Durata: 114′ Regia: Ben Affleck
Cast: Casey Affleck, Michelle Monaghan, Morgan Freeman, Ed Harris, John Ashton, Amy Ryan, Amy Madigan, Titus Welliver Produzione: LivePlanet, Miramax Films, Ladd Company, The Distribuzione: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia Data di uscita: 04 Aprile 2008 (cinema)
Quando si legge il titolo di questa pellicola “detenzione illegale” tutto viene in mente , fuorché la detenzione illegale di un essere umano, si può arrivare a pensare alla droga, alle armi, insomma a ciò che, se posseduto, può essere tacciato di illegalità ma non alla prigionia illegale “legalizzata”da uno Stato in situazioni di particolare emergenza. Il film è un filo diretto che lega gli Stati Uniti d’America e il Nord Africa, in particolare l’Egitto. Narra la sfortunata vicenda di un ingegnere chimico egiziano sposato ad una donna americana, con prole a seguito. Durante il viaggio di ritorno a Washington DC. , verso casa, egli viene “prelevato”e trasportato di forza in una prigione americana situata al di fuori dello stato stesso e in questo luogo oscuro e abbandonato viene torturato per estorcergli notizie circa un terrorista che sta spargendo sangue nel territorio Nord Africano. Il disgraziato ingegnere pare abbia ricevuto telefonate compromettenti dal terrorista stesso o da esponenti del suo gruppo . Il film è impregnato di orgoglio patriottico di bassa lega, vi si trovano tutti gli stereotipi possibili del caso : il povero straniero accusato di terrorismo a causa della sua nazionalità, i politici corrotti, la moglie combattiva ed incinta e per giunta americana, l’eroe statunitense che dopo un attento esame di coscienza , decide di andare contro tutto e tutti per salvare il malcapitato, credendolo innocente. Insomma una miscellanea di buonismo e falsi moralismi , che può nel suo piccolo fare breccia nel cuore degli spettatori ignari . L’ unica scena degna di un certo rilievo è girata in un taxi : in sottofondo si ode una musica araba d’atmosfera e le immagini nell’auto si colorano di tinte che vanno dal verde al blu mentre tutto intorno il mondo scorre.Verso la fine della pellicola si nota un accavallamento spazio temporale, che , invece di aumentare la suspance e la tensione, la tagliuzza fino a confondere lo spettatore ignaro. Un film da evitare e se proprio non se ne riesce a fare a meno , munirsi almeno di un caffè ristretto, eviterà continui sbadigli.
TITOLO ORIGINALE
Rendition NAZIONE
USA / Sudafrica GENERE
Drammatico, Thriller DURATA
122 min. (colore) DATA DI USCITA 29 Febbraio 2008
U.S.A ; anno del Signore 1988. E’ trascorso circa un trentennio dalla morte dell’indimenticabile Alphonse Gabriel Capone , in arte Al Capone, ma la storia, di nuovo, si ripete. In un ambiente metropolitano decadente , ecco uscire alla ribalta nuovi criminali, travestiti da vecchi gangsters anni ‘30. Questa volta, però, non è l’Italia, la madre natia , ma la Russia, dove il nuovo ed il vecchio mondo si mescolano creando caos e perdita di valori. Bobby Green , il protagonista di questa pellicola, ha una sua “morale”, proveniente da una famiglia di poliziotti, si ritrova a gestire il locale alla moda di un anziano russo, che rispetta come fosse suo padre. Col tempo , però,Bobby si trova a dover scegliere tra quella che è la sua famiglia adottiva, che è coinvolta nella malavita, ed il suo vero nucleo di congiunti e la decisione, per quanto dolorosa e drammatica, non gli ruba via tanto tempo. Da quel momento in poi inizia un escalation di omicidi, tradimenti e cambiamenti che culminerà con la sua entrata nell’accademia della polizia americana. Un film, che , purtroppo, ricalca le orme di pellicole già viste senza però riuscire ad imitarne il forte impatto emotivo. Sono presenti scene di media tensione , la fotografia è discreta, ma se si hanno a disposizione i dvd di “ Gli intoccabili” o di “Scarface” si preferirà di certo mettere da parte il nuovo per rivisitare scene che , nonostante siano trascorsi anni, riescono ancora a tatuarsi a fuoco sulla pelle. Insomma, volendo riassumere, un film da vedere se si ama il genere gangster americano, ma altamente sconsigliato per chi si aspetta una pellicola capace di essere innovativa o cruda. I capolavori del genere sono stati già girati, siamo ancora in attesa del prossimo regista che ci terrà inchiodati alla poltrona.
Regia: James Gray Sceneggiatura: James Gray Scenografia: Ford Wheeler Fotografia: Joaquin Baca-Asay Costumi: Michael Clancy Musiche: Wojciech Kilar Montaggio: John Axelrad
Anno: 2007 Nazione: Stati Uniti d’America Distribuzione: BIM Durata: 105′ Data uscita in Italia: 14 marzo 2008 Genere: drammatico,thriller
Cast :
Joseph Joaquin Phoenix Joseph Grusinsky Mark Wahlberg Burt Grusinsky Robert Duvall Amanda Juarez Eva Mendes